Dialogo e presenza sono strada maestra per la conoscenza ed è per questo che, in occasione del 27 gennaio, giorno dedicato alla Memoria della Shoah, il Pascal propone agli studenti del triennio alcuni incontri (relazione e dibattito) con esperti e testimoni di rilievo. 

anna foaLunedì 25 gennaio abbiamo incontrato ANNA FOA, docente di Storia moderna all'Università Sapienza di Roma, esperta di Inquisizione e caccia alle streghe, ma soprattutto di storia degli ebrei e della Shoah, argomenti di cui è considerata uno dei massimi esperti italiani, grazie anche alla sua esperienza personale e familiare. Il suo intervento ha presentato la memoria della Shoah come paradigma della memoria degli eventi genocidali che hanno caratterizzato il secolo scorso e di quelli che ancora avvengono. Nel corso del lungo processo di elaborazione di questa tragedia del Novecento, il confronto storiografico e l'analisi delle diversità del percorso memoriale non sono quindi appiattimenti della Shoah e delle sue specificità, ma il solo modo per fare sì che tale memoria si apra al resto del mondo e all'oggi.

marina corradiMartedì 26 gennaio è stata nostra ospite MARINA CORRADI, di origini milanesi, ha iniziato come cronista di “nera” al quotidiano «La Notte», poi è passata a «Repubblica» e di qui a «Avvenire». Tra i riconoscimenti ricevuti il Dino Buzzati della Provincia di Milano, il premio Unione cattolica stampa italiana e il premio giornalistico Saint Vincent, fino all’ultimo riconoscimento del 2016, con il premio Capri San Michele per la narrativa. Esperta di Esther Hillesum (detta Etty), presenta agli studenti i diari e le memorie di questa grande scrittrice olandese ebrea, vittima dell’Olocausto e morta ad Auschwitz il 30 novembre 1943. L’amore per l’uomo, la potenza del desiderio del cuore insopprimibile anche nelle peggiori condizioni, il riconoscimento della bellezza della realtà sempre e comunque, sono soltanto alcuni dei contenuti delle pagine di Etty, che riescono a lanciare messaggi di speranza e verità ancora oggi, ancora qui.

simone zoppellaroMercoledì 27 gennaio, infine, avremo con noi SIMONE ZOPPELLARO. Giornalista freelance e ricercatore, ha lavorato fra l’Iran e l’Armenia, con frequenti viaggi e soggiorni in altri paesi dell'area. Scrive di Caucaso e di Medio Oriente su varie testate e ancora sulla rivista online della Treccani. Autore dei volumi Armenia oggi ed Il genocidio degli Yazidi, collabora con l’Istituto Italiano di Cultura a Stoccarda e Gariwo di Bologna. Zoppellaro ci guiderà dentro la situazione attuale del popolo armeno, in un percorso a ritroso che farà conoscere agli studenti la molteplicità dei genocidi novecenteschi e le conseguenze che ancora oggi determinano la vita di tanti nostri fratelli uomini. Il concetto giuridico e il termine stesso di genocidio, coniati dal giurista ebreo polacco Raphael Lemkin, hanno cambiato la storia del secondo Novecento e il nostro modo stesso di intendere il mondo. Coniando questo neologismo, Lemkin guardava sia alla Shoah che al genocidio armeno, che l'aveva preceduta; alle affinità di queste tragedie, ma anche al futuro. In un excursus che parta da qui, Zoppellaro arriverà a toccare il genocidio contro gli yazidi in Iraq del 2014 e la recente pulizia etnica contro gli armeni del Karabakh, che ha richiamato in tanti di loro e di noi le dolorose memorie del genocidio del 1915.

I nostri studenti – e noi adulti con loro - hanno bisogno di testimonianze viventi e credibili, sia sulla verità del passato sia sulla possibilità di un presente migliore. Ecco, speriamo che questi incontri lascino nel cuore un piccolo, ma vero, seme di speranza.

Scarica, cliccando QUI, la circolare  n.333 dedicata all'organizzazione degli incontri.